Sono tante le variabili che potrebbero diventare fuori controllo e oltre l'euforia iniziale si nascondono molti rischi che potrebbero essere esiziali. E l'incertezza è notevole.
ASCOLTA IL PODCAST
LA GRANDE SCOMMESSA DEL NUOVO PREMIER
il Giappone si trova in una fase di "euforia cauta" dove i motori a breve termine girano, ma i dubbi strutturali restano lo scoglio più duro.
Le recenti elezioni (febbraio 2026) hanno confermato la leadership di Sanae Takaichi, la prima premier donna del Paese, che ha puntato tutto su una ricetta di stimoli massicci. Ecco il quadro della situazione diviso per orizzonti temporali:
Breve Termine: La spinta degli stimoli
Nel giro di pochi mesi potremmo vedere una crescita dello 0,7% - 1,0% del PIL, sostenuta da tre fattori principali:
Super-stimoli fiscali: Il governo ha varato un pacchetto da oltre 21 trilioni di Yen (circa 130 miliardi di euro) che include tagli alle tasse e sussidi per l'energia. Questo darà ossigeno immediato ai consumi delle famiglie.
Investimenti in High-Tech: C'è una forte concentrazione di capitali sui semiconduttori e sull'Intelligenza Artificiale per ridurre la dipendenza dalla Cina e modernizzare l'industria.
Rialzo dei salari: Per la prima volta dopo decenni, le negoziazioni salariali (Shunto) stanno portando aumenti reali superiori al 5%, cercando di innescare il tanto agognato "circolo virtuoso" tra prezzi e stipendi.
🤨 Medio Termine: I tre grandi dubbi
Superata l'onda dell'entusiasmo elettorale, i mercati e gli analisti iniziano a guardare con preoccupazione ai nodi irrisolti:
1. La sostenibilità del debito
Il Giappone ha il rapporto debito/PIL più alto al mondo. Con la fine dell'era dei tassi zero da parte della Bank of Japan (BoJ), il costo del servizio del debito salirà. La domanda è: quanto potrà reggere il bilancio dello Stato se i tassi d'interesse continueranno a salire verso l'1,5%?
2. Il "Muro Demografico"
Nessun piano economico può ignorare la realtà: la popolazione diminuisce e invecchia rapidamente.
Mancanza di manodopera: Nonostante l'automazione, molti settori sono al collasso per mancanza di personale.
Spesa sociale: Il costo della sanità e delle pensioni erode costantemente le risorse che potrebbero essere destinate all'innovazione.
3. La trappola dello Yen e dei dazi
Lo Yen resta debole, il che aiuta le esportazioni ma massacra il potere d'acquisto per l'energia e il cibo importati. Inoltre, lo scenario geopolitico globale (con la minaccia di nuovi dazi statunitensi) espone l'economia giapponese a shock esterni difficilmente controllabili da Tokyo.
🤨 Ma il peggio può essere altro
La situazione economica del Giappone nel 2026 è diventata uno dei "cigni neri" più monitorati dagli analisti globali. Dopo decenni di lotta contro la deflazione (i prezzi che calano), il Giappone si trova ora a gestire l'inflazione, e il passaggio è tutt'altro che indolore.
Le conseguenze sono "pericolose" perché il Giappone non è un'economia isolata, ma il principale creditore mondiale. Ecco una panoramica dei rischi principali:
1. Il Terremoto dei Tassi d'Interesse
Per anni, il Giappone ha mantenuto tassi d'interesse negativi o vicini allo zero. Con l'inflazione che ora punta verso il 2% strutturale, la Bank of Japan (BoJ) è costretta ad alzare i tassi (attesi intorno all'1,0% - 1,25% entro la fine del 2026).
Il problema del debito: Il Giappone ha il debito pubblico più alto del mondo (oltre il 250% del PIL). Anche un piccolo aumento dei tassi fa esplodere i costi per lo Stato per ripagare gli interessi.
L'effetto domino globale: Molti investitori internazionali prendevano in prestito yen a basso costo per investire altrove (il cosiddetto Carry Trade). Se i tassi in Giappone salgono, questi capitali tornano a casa, causando potenziali crolli nelle borse mondiali e nelle criptovalute.
2. La Tenuta del Potere d'Acquisto
Mentre per noi l'inflazione è un vecchio nemico, per una generazione di giapponesi è uno shock culturale.
Stagnazione salariale: Nonostante gli aumenti (lo Shunto del 2026 vede una crescita dei salari intorno al 3%), i prezzi di beni essenziali come il riso e l'energia stanno salendo più velocemente, erodendo i risparmi delle famiglie.
Demografia: Con una popolazione sempre più anziana (il 30% ha più di 65 anni), l'inflazione colpisce duramente chi vive di pensioni fisse che non si adeguano rapidamente al costo della vita.
3. La Strategia Politica (Takaichi Nomics)
Il nuovo governo guidato da Sanae Takaichi sta cercando di bilanciare la situazione con manovre fiscali aggressive, come l'abbattimento temporaneo dell'imposta sui consumi per aiutare le famiglie. Tuttavia, questa spesa pubblica extra rischia di alimentare ulteriormente l'inflazione, creando un circolo vizioso.
Conclusioni
Il Giappone sta camminando su un filo sottilissimo. Se alza i tassi troppo velocemente, rischia il default o una recessione profonda; se non li alza, lo yen rischia di crollare (superando quota 160 contro il dollaro), rendendo le importazioni insostenibili.
E poi ci sono le conseguenze dall'intreccio con l'economia Usa. Si potrebbero generare dei movimenti di capitali con conseguenze rischiose per i Treasury americani e quindi per il suo debito e, inoltre, si potrebbe avere la fine del curry trade con impatti generali importanti. Ma di questo ne parleremo in un altro podcast
INVESTI CON DECISIONI INFORMATE E IN CIÒ CHE CAPISCI
VALORE - STOCK PICKING - TREND REVERSAL
Aggiungi commento
Commenti