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L'inflazione core resiste e i tassi restano alti

17.07.2023

𝐋'𝐢𝐧𝐟𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐥'𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐭𝐚𝐬𝐬𝐢: 𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐧𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐔𝐧𝐢𝐭𝐢, 𝐢𝐧 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 𝐞 𝐢𝐧 𝐁𝐫𝐚𝐬𝐢𝐥𝐞.

L'inflazione e l'aumento dei tassi: la situazione attuale negli Stati Uniti, in Europa e in Brasile.

L'inflazione è scesa al 3% la settimana scorsa negli Stati Uniti, meglio delle aspettative, ma in effetti come al solito è soprattutto l'inflazione di base che è scesa, l'inflazione delle materie prime, ma l'inflazione core resta vicina al 5%, quindi ancora abbastanza alta e questo fa pensare che la Fed continuerà ad alzare i tassi ancora dello 0,25% a luglio, ma potrebbe alzarli ancora anche a settembre.
Stessa cosa si può dire in Europa, in Europa non siamo al 3%, l'inflazione però sta calando, c'è il caso Spagna dove l'inflazione è scesa all'1,9% e negli altri paesi dove resta un po' più alta, in Italia oggi è uscita al 6,4%, anche in questo caso per quanto scende un po' l'inflazione core resta abbastanza alta e anche per l'Unione Europea ci si aspetta che la BCE alzi i tassi dello 0,25% la settimana prossima, BCE che poi probabilmente continuerà ad alzarli certamente anche a settembre e poi si vedrà.
C'è sempre una comunicazione da parte del mercato che può essere fuorviante e cioè il fatto che ci si possa aspettare non solo una fermata, ma poi una diminuzione dei tassi. Quello che ci insegna il passato è che questo non è possibile, non è possibile a meno che non ci sia uno shock forte perché ha dimostrato l'inflazione di altri tempi che ogni qualvolta si è eccessivamente anticipato l'abbassamento dei tassi l'inflazione si è ripresa e successivamente è stato molto più difficile poi riuscire ad abbatterla.
Questo avviene sempre, normalmente quando inizia ad abbassarsi l'inflazione è il momento in cui si deve tenere duro, continuare se non ad aumentare i tassi in base al livello che si è raggiunto, ma perlomeno si deve continuare a mantenere alto il tasso, a non abbassarli assolutamente finché non si è sconfitta definitivamente l'inflazione. Finché continua a muoversi, non si è stabilizzata al basso significa che è ancora da combattere.
L'esempio è appena stato dato dal Brasile che probabilmente sarà il primo paese ad abbassare i tassi, con tassi al 13,75%, un'inflazione che dal 12% è stata portata attualmente al 3%. Vedremo se li abbasserà subito o si aspetterà che si arrivi a quel fatidico 2% di inflazione. Però il Brasile è l'esempio che nonostante l'abbassamento al 7, 6%, poi al 5% dove si era un po' stabilizzata l'inflazione, ha avuto la forza la Banca centrale brasiliana di non abbassare i tassi, continuare a tenerli alti e attendere l'abbassamento ulteriore dell'inflazione. Questo lo stiamo vedendo da un anno, è dall'aprile del 2022, anzi dal maggio 2022 che il Brasile ha i tassi al 13,75% e che nonostante l'abbassamento del livello di inflazione, ad oggi abbia ancora il 13,75% di tassi, quindi un anno e due mesi e stiamo andando verso il 3° ad agosto.
Questo dà l'idea di come devono perdurare per un periodo abbastanza lungo i tassi elevati per combattere realmente l'inflazione, questo è quindi quello che ci aspetta anche in futuro, non bisogna farsi eccessive illusioni ed ecco perché è prevista per fine anno e inizio dell'anno prossimo la recessione un po' ormai da tutti, poi vedremo se sarà soft, hard o che altro, però questa è la situazione attuale.


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