L'economia tedesca è in affanno, ma è record per l'indice grazie alle multinazionali che operano per l'80% in altri paesi. La Germani pensa di rivitalizzare l'economia attraverso il debito. Una ricetta che, spesso, a parte nel breve termine, ha dato risultati opposti.
GERMANIA - APPROFONDIMENTO
L'inizio del 2026 si è aperto nel segno della continuità di quello che molti chiamano il "paradosso tedesco": l'economia reale è stagnante o in timidissima ripresa, mentre il DAX (l'indice principale della borsa di Francoforte) ha infranto il muro storico dei 25.000 punti.
Questa divergenza non è un errore, ma il risultato di tre dinamiche strutturali molto precise:
Il disaccoppiamento tra DAX ed economia reale
Il DAX non rappresenta la "Germania dei capannoni" o delle piccole e medie imprese (le cosiddette Mittelstand), che sono quelle che soffrono di più per l'aumento dei costi energetici e la burocrazia.
Aziende Globali: Le 40 società del DAX generano circa l'80% del loro fatturato fuori dai confini tedeschi. Se la Germania va male ma gli USA o l'Asia crescono, giganti come SAP, Siemens o BMW continuano a fare profitti record
Questa situazione la possiamo ritrovare in tutta Europa; il problema reale è che il sistema europeo ha perso di vista ciò che stava accadendo nel mondo, l'evoluzione in essere e come, tale percorso, avrebbe potuto incidere sull'economia locale. E non si è agito di conseguenza.
Il "Bazooka" fiscale del 2026 per ripartire
Il mercato azionario è un indicatore che guarda al futuro (anticipa di 6-9 mesi). La borsa sta brindando alle manovre del governo per uscire dalla crisi:
Sondervermögen (Fondo speciale): La Germania ha sbloccato investimenti massicci (circa 500 miliardi di euro) per infrastrutture, difesa e digitalizzazione.
Settore Difesa: Aziende come Rheinmetall o Hensoldt stanno trainando il listino grazie alle commesse militari senza precedenti derivanti dalle tensioni geopolitiche globali.
Fine della stagnazione: Mentre il PIL del 2025 è stato quasi nullo (+0,2%), per il 2026 Goldman Sachs e S&P prevedono un rimbalzo verso l'1,1% - 1,4%, spinto proprio dalla spesa pubblica.
Fattori tecnici e monetari
Tassi e Inflazione: Con l'inflazione nell'Eurozona stabilizzata intorno al 2%, gli investitori scommettono che la BCE manterrà i tassi fermi o li taglierà ulteriormente, rendendo l'azionario più attraente rispetto ai titoli di stato.
Buyback e Dividendi: Le grandi aziende tedesche stanno effettuando riacquisti di azioni proprie (buyback) massicci, riducendo l'offerta di titoli sul mercato e spingendone artificialmente il prezzo verso l'alto.
Conclusioni
In pratica l'impatto delle aziende multinazionali che operano per l'80% all'estero ha fatto crescere la borsa, ma le PMI tedesche soffrono , il potere d'acquisto diminuisce e i consumi frenano. L'economia tedesca, come per tutta Europa, non è competitiva e fatica, mentre le grandi aziende prosperano grazie ai mercati non europei.
Il punto chiave: La borsa ora sale ancor di più perché scommette che il peggio sia passato e che il massiccio piano di investimenti del 2026 trasformerà la Germania in un hub tech e militare, anche se oggi le fabbriche sono ancora in affanno.
Una scommessa che può dare qualche risultato apparente nel breve periodo, ma che rischia di essere un boomerang. L'esempio del 110% in Italia è esmplificativo. Inoltre, senza elasticità, flessibilità, velocità, senza ridurre drasticamente la burocrazia, è difficile che più debito sia sufficiente. Senza un cmbiamento strutturale e di mentalità quando finiranno i soldi si rischia di tornare dove ci si trovava in precedenza con un debito aumentato. Non bastano i soldi, si deve modificare il sistema.
Ma finchè nel dax ci saranno queste grandi aziende e continueranno a fare utili l'indice potrà, nonostante tutto, continuare a crescere.
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