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Inflazione: non è la guerra

21.06.2022

L'Inflazione C'era già. L'inflazione vola. Sui media abbiamo assistito ad un susseguirsi di analisi su come la guerra avesse creato inflazione, nascondendo, invece, i numeri reali che si possono ben evidenziare graficamente e che ci riconducono ad un'altra realtà.

Infatti, è chiaro ed evidente che l'aumento dei prezzi è iniziato ben prima della guerra e l'aumento delle materie prime, man mano, si è trasferito su tutta la catena.
Ma proviamo ad utilizzare i grafici che meglio di ogni parola aiutano a comprendere l'andamento dei prezzi 

Quello sopra esposto è il grafico del rame, come si può vedere il valore prima della guerra era già cresciuto del 129%. Addirittura, oggi, è il 16% in meno rispetto all'inizio della guerra. 

Ma potrebbe essere un caso, proviamo ad occuparci delle materie agricole. 

Ma potrebbe essere un caso, proviamo ad occuparci delle materie agricole. Ecco il grafico del Corn, oggi si trova più o meno allo stesso livello di prezzo precedente l'inizio della guerra, ma prima era già aumentato del 306%. E la guerra non c'era. Ma andiamo oltre, ad esempio su qualcosa di particolare come il caffè.  

Anche il caffè si trova, oggi, ad un prezzo inferiore del 12% rispetto all'inizio della guerra; ed anche in questo caso precedentemente era aumentato di ben il 135%. Non male.

Non possiamo non guardare Brent e gas

Anche il petrolio se è pur vero che oggi ha prezzi superiori del 20% circa rispetto all'inizio della guerra, è pur vero che dall'aprile 2020 al febbraio 2022 aveva subito un aumento del 7888%. Non male.

Passando al gas, in un anno, fino ad ottobre 2021 era aumentato del 148%. Dopo la guerra ha avuto un picco notevole, ma ora si trova allo stesso prezzo di ottobre 2021.

Tutto questo è utile per poter affermare che l'aumento delle materie prime è iniziato ben prima che ci fosse il problema Russia-Ucraina; e che l'inflazione è con noi da un anno e, in modo scellerato, le autorità monetarie hanno volutamente fatto finta che non esistesse. Inoltre, si evidenzia che la causa sia più da ricercare nell'eccesso di moneta in circolazione. Abbiamo avuto 2 anni (20-21) durante i quali è esplosa la quantità di moneta senza che vi fosse una corrispondenza nella crescita economica; e questo normalmente crea inflazione.
Pensare che la fine della guerra porti alla fine dell'inflazione è molto ottimistico. Drenare liquidità come farà la FED e aumentare i tassi è la soluzione, ma il costo di una recessione importante sarà tutto da scoprire. Ed è per questo che sui mercati si fa fatica a vedere la fine del tunnel. Tutti sanno che l'economia non sarà più drogata come è avvenuto per tanti anni. Ed è come riconminciare da zero. Con u mondo chè è cambiato. Siamo in una nuova era nella quale si dovrà imparare a districarsi in un mercato che presenterà differenze sempre più marcate tra le varie aree geografiche e tra i vari singoli paesi.


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