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Telecom, vivendi e stato

06.12.2021

Vivendi chiama lo stato per non perdere telecom


Vivendi non vuole perdere TIM ed è disposta ad accettare l'intervento dello stato e che sia maggioritario pur di non cedere all'opa del fondo kkr.

Era una possibilità prospettata: cosa avrebbe fatto lo stato a fronte di un'acquisizione da parte di terzi di un asset che, a torto o ragione, è ritenuto strategico e sottoposto a golden share.

Vivendi ha il 24% di Tim ed è il socio maggiore, ma a fronte di un'opa vantaggiosa sarebbe difficile mantenere il controllo dell'azienda e resistere, quindi, all'offerta. Sarebbero stati esautorati dal timone di comando.

Ecco allora che, a fronte del silenzio e dell'attesa degli eventi da parte dello stato, Vivendi passa al contrattacco chiamando il governo a fianco e dicendosi ben disponibile ad accettare il coinvolgimento statale pur di non uscire da un asset che ritiene strategico; e, probabilmente, forte della stretta di mano della settimana scorsa tra Macron e Draghi che rappresenta quasi un patto di sangue.

É chiaro che le conseguenze in borsa si possono far sentire immediatamente. Dopo la salita verso quota 50 (possibile opa) con la prospettiva che l'offerta venisse aumentata fino a 0,80, l'eventuale collaborazione tra Stato e socio di maggioranza attuale potrebbe porre fine alla speculazione in borsa facendo scendere il titolo.

In effetti sotto la quota di 45 euro il significato potrebbe essere quello di un mercato che non crede più che l'opa si realizzi. É importante fare attenzione in attesa della presa di posizione ufficiale del governo. Ma ancora più importante sarebbe inserire uno stop automatico perchè nel caso di opa messa da parte la discesa sarebbe veloce.

Al contrario, una risposta negativa del governo intesa nel senso di non intromissione nella trattativa, ma di semplice controllo (come l'attuale) che Telecom mantenga la propria identità e si muova verso uno sviluppo sostenibile e ponga l'azienda coem centrale in un progetto di crescita allora le quotazioni riprenderebbero vigore e punterebbero sempre più verso il prezzo dell'offerta dell'opa.

La palla ora è nelle mani di Draghi che dovrà esprimersi e far sapere al mercato come intende procedere e la sua posizione all'interno di questa disputa per l'acquisizione dell'azienda. Le ragioni politiche non sono certo di secondo piano, anzi.....

  


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