Prezzi alla produzione in aumento

04.11.2021

+16% su base annua l'aumento dei prezzi alla produzione


I prezzi alla produzione continuano a salire e raggiungono il +16% in Europa. Già la scorsa settimana l'inflazione al consumo nel continente era stata al di sopra delle attese e anche alla produzione vi è stato un ulteriore balzo in avanti che lascia presagire un futuro in fibrillazione.

Il rischio sulla tenuta del sistema è notevole. Le aziende hanno visto aumentare i costi di produzione in conseguenza dell'aumento dei prezzi delle materie prime; costo che non è stato cpmpensato da un adeguato aumento sui prezzi al consumo.

L'attuale situazione, nel caso perdurasse, e ci sono tutti i presupposti, potrebbe inficiare la ripresa economica e potrebbe causare un effetto a catena tra calo della domanda, cassa integrazione, disoccupazione e calo, quindi dell'economia. Un classico da stagflazione.

Le banche centrali negano tale eventualità, ma al momento non possono fare altro: negare innanzitutto. Ma escludere che ciò possa avvenire è come mettere la testa nella sabbia. 

In realtà, le indicazioni degli indici sul manifatturiero e sui servizi europei sono stati al ribasso rispetto alle aspettative. 

Significa che siamo entrati in una fase di possibile criticità di cui ancora non si conoscono gli effetti finali. 

Ne usciremo con l'economia che continuerà, dopo una breve pausa, a crescere e l'inflazione rientrerà (cosa che apparentemente sembra una contraddizione), oppure si avrà un rallentamento con un'inflazione che si manterrà a livelli elevati ?

Questo è il quesito potrebbe essere risolto positivamente se la situazione del debito consentisse alle banche centrali di muoversi liberamente. Ma così non è; Bce e Fed hanno difficoltà ad alzare i tassi per quanto potrebbero causare e se smettessero di stampare vi sarebbe una carenza di liquidità con effetti nefandi.

Questo è il dilemma. Intanto l'inflazione sale ininterrottamente nonostante le errate previsioni delle autorità.