PAESI EMERGENTI MEGLIO DELL'OCCIDENTE

03.11.2020

Abituati alla crisi, meno debiti e più reattivi

Fin dall'inizio della crisi ho sostenuto che i paesi emergenti, in particolare l'asia, sarebbero stati migliori e avrebbero tratto un'opportunità da quanto stava accadendo.

Il grafico rappresenta l'indice di Shanghai, ma avrebbe la stessa configurazione se guardassimo il grafico di paesi come taiwan, corea del sud, i paesi islamici, ed evidenzia chiaramente i guadagni importanti realizzati da inizio anno.

Un caso ? No. Era abbastanza prevedibile.

Anche a livello di PIL questi paesi chiuderanno il 2020 con un più davanti a dimostrazione di come si siano comportati bene in questa crisi.

Loro sono abituati alle difficoltà; mentre nell'occidente abbiamo un sentire da catastrofe, nei paesi emergenti è vissuta come tante altre crisi, quasi nella normalità.

Il sostegno alle pmi è statio dato, senza creare panico, senza chiusure eccessive e mantenendo un basso indebitamento. Escludendo la Cina per la quale il debito era già elevato prima dell'effetto covid e per la quale non ha inciso più di tanto, gli altri paesi hanno un debito tra il 30% e il 50% del PIL. In questo periodo hanno aumentato i consumi interni e hanno agito decisamente meglio dei deboli paesi occidentali.

Ora anche paesi che avevano iniziato male come Turchia, Kuwait e tutti i paesi coì detti frontalieri stanno emergendo in positivo. I loro dati sono in miglioramento e oltre le aspettative.

Si sta verificando quanto si sapeva: la crisi sarebbe stata un'opportunità per la Cina per prendere il comando del monso e per gli altri paesi acquisire un vantaggio e compiere un ulteriore passo verso numeri e situazioni di avvicinamento a standard di livello superiore.

Il passaggio tra occidente e oriente è in atto pienamente e sulla direzione del futuro ci sono pochi dubbi.

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