Mercati contro banche centrali: ecco cosa accade

10.03.2021

L'indice china50 -18,5% da metà febbraio

-18,5% DA METÀ FEBBRAIO
-18,5% DA METÀ FEBBRAIO

I mercati avevavno iniziato a scendere e tutto era partito dalla cina. I dati cinesi non erano più così esaltanti, sia chiaro, sempre positivi, ma alcuni inferiori alle aspettative e altri decisamente meno forieri di prospettive di crescita.

Già Bank Of America aveva esposto il suo indicatore dimostrando come certi valori fossero uguali al 2007 (e efece seguito un crollo della borsa) e come i margini di crescita degli indici siano ridotti ai minimi termini se non nulli.

Poi è arrivata l'allarme dalla Cina. Il principale regolatore bancario cinese (China Banking and Insurance Regulatory Commission and Party) che ha apertamento parlato di rischi derivanti dalle bolle emergenti nei mercati statunitensi ed europei e ha dichiarato che i forti guadagni registrati nei mercati europei e negli USA sono frutto di politiche monetarie estremamente accomodanti e distanti dall'economia reale che si tradurranno in correzioni nei listini.

É così che è iniziata la correzione da metà febbraio portando l'indice cinese a perdere il 18,5%; e nelle settimane successive iniziava la discesa anche degli indici occidentali.

In primis il nasdaq con le esagerazioni delle quotazione della tecnologia e poi a seguire gli altri. E, contemporaneamente, innalzamento dei rendimenti del decennale Usa.

Ma ecco che a inizio settimana le banche centrali intervengono. La Cina con i propri fondi sovrani interviene: ferma la discesa della borsa cinese e acquista titoli americani facendo abbassare i rendimenti.

E storia di ieri le borse le rimbalzano.

Un segnale forte contro il mercato: non permetteremo alle quotazioni di scendere sotto certi livelli. Non vogliamo crolli. Questo ci stanno raccontando.

Probabilmente non vi saranno lauti guadagni se non in qualche rotazione in essere da growth al value, ma le banche centrali e gli stati sembra vogliano fare di tutto per essere loro il mercato e per evitare che i fondamentali facciano il loro lavoro.

Fino a quando riusciranno a tirare la corda è difficile sapere, ma non sembra che vi siano ancora molta strada da fare e il debito è sempre più enorme.

Guadagni  se  investi  in  ciò  che  è  sottovalutato

Il fatto che Golman Sachs certifichi che gli scambi in Bitcoin siano per quasi il 50% fatti da istituzionali significa che chi fa il mercato sta trovando il suo riparo e si stia preparando al peggio che, inevitabilmente, arriverà e sconterà tutte le storture in essere attualmente.

Il Dax continua ad essere ad un P/E pari a 47 cioè tre volte quanto dovrebbe essere e presupporrebbe un aumento di utili irrealizzabile.

Lo stesso SP500 si trova a 31. 1,5 volte la sua media storica.

Sarà ancora più importante trovare opportunità. Trovare quei titoli che ancora sono sottovalutati e hanno margini per crescere.

Lavoreremo per questo.