Mercati al ribasso: forse ci siamo

22.10.2020

Potrebbe essere l'inizio di una discesa salutare

Potrebbe essere la volta buona, la difficoltà nel raggiungere nuovi massimi è stata palese in questi mesi e, per quanto siano stati fatti proseliti di ogni genere, l'economia non aiuta certo ad avere prospettive positive. La stessa Europa ha in previsione una crescita zero per il quarto trimestre.

Tanto meno aiutano a pensare positivo i dati macroeconomici: sia i Europa che negli Usa. Qualche segnale positivo, ma non troppo, dalla Cina. Decisamente insufficiente per incidere al rialzo sui mercati quando ci si trova già ad altezze elevate.

Fiducia delle imprese e dei consumatori in calo, vendite ferme che non hanno avuto gli spunti verso una crescita che aveva animato le speranze degli ottimisti. Ordini e produzione che stentano a decollare, anzi come ben dimostrato dai dati della prima economia europea, stentano a riprendersi e sono rivolti più al ribasso che al rialzo.

A questo quadro dobbiamo sommare le incertezze dovute al covid, alle elezioni americane, alla brexit e ad un'Europa ormai allo sbando e totalmente disunita sulle tematiche geopolitiche mondiali (come sta accadendo nel mediterraneo ) a cuas di interessi divergenti e dettati dal motto: "ognuno salvi se stesso".

Ed è così che il recovery fund è tutt'altro che chiaro, che la Germania si è spostata verso la Cina e, nonostante le guerriglie di facciata, verso la Russia.

A fronte di un'economia che si ferma e dell'incertezza che la fa da padrone, le risposte di chi è preposto alla soluzione dei problemi sono prive di sostanza. Politica del terrore da virus per evitare ribellioni esasperate, anche se giustificate, e stampa di moneta che ha dimostrato di tappare i buchi nel brevissimo termine, ma di essere priva di capacità di incidere nel medio termine.

Sopra tutto questo la grande spada di damocle bancaria: collaterali (sostituti dei subprime) presenti in massa negli istituti bancari, in particolare in quelli europei e NPL (net performan loan) in aumento che potrebbero essere esiziali per il sistema. Non a caso Gualtieri ha già annunciato che la moratoria sarà spostata a giugno 2021.

La mancanza di soluzioni reali ai problemi che si accumulano creando crepe che si allargano a dismusura cominciano ad essere visibili e preoccupanti.

Ed è su questa situazione macro che anche a livello grafico prende forma una possibile discesa degli indici. Il range che da mesi limita la spinta direzionale ha assunto oggi una confomazione che potrebbe preludere ad una rottura al ribasso.

Infatti, come si evince dal grafico, le quotazioni sono scese sotto le medie mobili, medie mobili a 100 e a 200 che hanno ora un'inclinazione negativa, i massimi sono decrescenti e il triangolo che si è formato è nella sua fase terminale ove si incrociano le linee e come spesso accade, la fine di un triangolo è rappresenta da una rottura al ribasso o al rialzo dei prezzi.

Il tutto con l'approsimarsi di scadenze importanti che possono incidere e modificare la direzione dei mercati.

C'è chi prevede un rally di fine anno. Allo stato attuale sia a livello macro che a livello tecnico tale possibilità non si intravede. Si basano sul fatto che possa essere visto in modo positivo la fine dell'incertezza delle elezioni (chiunque vinca) e sul fatto che siano credibili e risolutivi gli annunci che si susseguono di vaccini contro il virus già pronti per l'inizio di dicembre.

Effettivamente sono elementi che potrebbero nel breve termine, quindi nei prossimi due mesi, creare la giusta speculazione per un rialzo.

Allo stato attuale il mercato fatica ad assumere una direzione e gli elementi in nostro possesso fanno pensare più ad uno storno che a nuovi massimi, ma è certamente rischioso assumere posizioni di investimento con le molte incertezze che a breve si dovranno dirimere e che potrebbero modificare le indicazioni del momento.

Ancora un attimo di pazienza.


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