L'economia europea peggiora

27.01.2021

I numeri indicano sempre più difficoltà per l'economia europea

L'Europa scricchiola, nonostante la quantità di moneta messa in campo che ha determinato un debito sempre più insostenibile, l'economia non riesce a risollevarsi. Il problema sta diventando strutturale.

I danni provocati dalle politiche di chiusura delle attività saranno difficili da ammortizzare e gli effetti si fanno sentire. Le previsioni fatte per il 2021 e per una crescita che sembrava dover essere poderosa si stanno dissolvendo senza possibilità di appello.

Gli indici, che costituiscono il barometro dell'andamento del sistema economico e sociale europeo, emettono sentenze chiare.

Tutta la fiducia risposta in un superamento della crisi e in un positivo epilogo di una situazione penalizzante si sono infranti nella realtà; aziende chiuse, disoccupazione, lockdown che sembrano non finire mai, peggioramento dello stile di vita e della percezione del futuro hano fatto sì che il sentiment volgessse al ribasso.

Un sentiment, sia chiaro, che non è frutto solo di psicologia e stato d'animo, ma conseguenza di una realtà contro la quale ci si è dovuti imbattere e contro un mercato che, in buona parte, è stato annullato per legge e non per un problema di domanda e offerta.

Non a caso, dopo, gli ultimi dati penalizzanti sul manifatturiero, sulla situazione economica attuale e futura anche questa mattina è uscito un dato negativo (il doppio in senso negativo di quanto i mercati si aspettassero) della fiducia dei consumatori tedeschi, cioè dei migliori d'Europa. Dato negativo, ma nella continuità dei mesi scorsi, anche per la Francia.

In tutta Europa le difficoltà emergono e più perdurerà l'incertezza (non del mercato) del fermo dell'economia e del commercio imposto per legge più sarà difficile pensare positivamente e ad una possibilità di recupero; anzi, le aspettative riguardo ai tempi di un miglioramento si allungano e si spostano di anni.

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Le preoccupazioni espresse dala BCE non sono altro che la certificazione di ua situazione che è ancora lontana dalla sua soluzione.

Lasciamo ad altri le considerazioni sulla liceità di quanto sta avvenendo e sulla reale necessità di quanto viene imposto, per quanto ci riguarda prendiamo semplicemente atto delle possibili conseguenze e della possibile reazione dei mercati.

Le borse dopo una fiducia quasi irrazionale che ha portato lo S&P500 e il Nasdaq verso nuovi massimi si sono fermate e i mercati sembrano valutare meglio la realtà e iniziare a comprender che ciò che credevano non si realizzerà.

La convinzione, oramai, della maggior parte del così detto mercato è che anche con il vaccino, tra varianti e dubbi sulla sua reale efficacia, non riporterà il mondo (l'Europa in particolare) alla normalità.

Si sta facendo strada l'idea che fino alla metà, almeno, del 2022 si dovrà convivere con situazioni di chiusura più o meno ampia da parte delle autorità.

E piano piano si sta prendendo atto che i danni potrebbero essere ben magiori di quanto presupposto. Da qui un inizio di discesa dei corsi la cui entità sarà da valutare nelle prossime settimane, quando forse avvicinandoci alla primavera il quadro sarà un pò meno fosco.

Ma, intanto, il sentiment sembra sia cambiato e sempre più l'idea meno positiva si fa strada. Molta attenzione.

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